Il contributo irriguo (codice tributo 648) è previsto dal regolamento per la distribuzione dell’acqua di irrigazione e la gestione dell’impianto irriguo consortile. E’ richiesto agli utenti i cui terreni sono compresi nel comprensorio irriguo e che utilizzano l’acqua per irrigazione. Oltre al beneficio derivante dalle attività di bonifica, gli immobili che usufruiscono di opere di accumulo, di derivazione, adduzione, circolazione e distribuzione di acque, fruiscono di un servizio aggiuntivo determinato dalla disponibilità irrigua (o beneficio irriguo).

Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud gestisce un impianto irriguo che ha costruito nel 1960 con finanziamento dell’allora ministero dell’Agricoltura (ex Maf) a carico dello Stato per il 92%.

Da allora Cb6 ha eseguito interventi di ripristino e di miglioramento strutturale e tutte le opere di manutenzione ordinarie e straordinarie.

Gli utenti che vogliono usufruire del beneficio irriguo possono farne direttamente richiesta al Consorzio.

Il contributo irriguo fa riferimento alla gestione dell’impianto irriguo consortile ed è elaborato secondo le statistiche colturali dell’anno precedente.

Il contributo viene calcolato in base al “Regolamento per la distribuzione dell’acqua di irrigazione e la gestione dell’impianto irriguo consortile” (approvato dal consiglio dei delegati dell’ex Consorzio Bonifica Grossetana nella seduta del 30/05/1995 e successive modifiche e integrazioni). Il riparto è calcolato con il metodo trinomio (che considera superficie, coltura e turni irrigui), tenendo conto delle colture effettuate dalle aziende consorziate nell’anno precedente.

Sono circa 600 i privati e le aziende che utilizzano la nostra acqua per garantire produzioni di qualità legate al territorio, di cui circa 240 sono aziende agricole.

Il contributo irriguo è a cadenza annuale.

Il comprensorio irriguo è costituito da 26 sottozone, chiamate comizi.

I comizi sono serviti da una derivazione che parte direttamente dal canale secondario.
Ogni derivazione è costituita da un’asta comiziale (l’adacquatrice) e da varie derivazioni distributrici.
Il quantitativo di acqua assegnato a ciascuna utenza tiene conto della superficie aziendale.

Le ditte sono iscritte nei ruoli irrigui del Consorzio.

La superficie dell’impianto irriguo è di circa 3.300 ettari.

Il comprensorio irriguo è costituito da 26 sottozone, chiamate comizi.

I comizi sono serviti da una derivazione che parte direttamente dal canale secondario.
Ogni derivazione è costituita da un’asta comiziale (l’adacquatrice) e da varie derivazioni distributrici.

Il quantitativo di acqua assegnato a ciascuna utenza tiene conto della superficie aziendale. Le ditte sono iscritte nei ruoli irrigui del Consorzio.

La superficie coperta dall’impianto irriguo è di circa 3.300 ettari.

La stagione irrigua, in linea di massima, inizia l’1 giugno e termina il 30 settembre di ogni anno. E’ possibile un’apertura anticipata in caso di stagione scarsamente piovosa o di richiesta da parte dei propri utenti, se le condizioni dell’acqua lo consentono.

Talvolta il regolare funzionamento dell’impianto irriguo è soggetto a temporanee interruzioni di erogazione della risorsa idrica per interventi di ripristino dovuti all’intorbidimento delle acque del fiume Ombrone in seguito a periodi di intense piogge.

Il Consorzio raccomanda inoltre agli utenti di segnalare tempestivamente qualsiasi tipo di guasto o rottura.

I turni di irrigazione (giorni, ore e minuti) fra gli utenti di ogni comizio vengono annualmente fissati dal Consorzio.

Si riporta di seguito una descrizione dettagliata dei componenti e delle modalità di calcolo:

1- Contributo Irriguo Generale (Cgen)

Questo contributo copre le spese di carattere generale (Sg), che includono la manutenzione ordinaria delle infrastrutture (canali, tubazioni), il personale dedicato e le spese tecnico-amministrative dell’ente.

  • Destinatari: Si applica a tutte le ditte proprietarie di terreni inclusi nel “Perimetro di Contribuenza Irrigua”, ovvero alle superfici irrigabili (potenzialmente servite dal sistema), indipendentemente dal fatto che prelevino acqua o meno.
  • Determinazione (Indice Ici): Il calcolo si basa sull’Indice di contributo irriguo (Ici), che è il prodotto di due fattori:        –  Indice di Servizio (Is): Valuta la facilità di accesso alla risorsa. Si ottiene dalla media tra l’Indice di turnazione   (che indica la frequenza di consegna) e l’Indice di consegna, (basato sulla distanza dai punti di consegna e sulla loro densità);    –  Indice Pedologico (Ip): Valuta il beneficio in base alle caratteristiche del terreno, come la capacità di ritenzione idrica e la permeabilità.
  • Calcolo: Il contributo della singola ditta è determinato moltiplicando un’aliquota generale per la somma delle superfici irrigabili ponderate con l’indice Ici.

2- Contributo Irriguo Specifico o di Adduzione (Cadd)

Questa quota copre le spese di adduzione (Sa), ovvero i costi variabili legati all’erogazione dell’acqua, come energia elettrica, canoni di derivazione e gestione degli impianti.

  • Destinatari: Solo le ditte che fanno un uso effettivo dell’acqua durante la stagione irrigua.
  • Modalità di calcolo (fase transitoria senza contatori): Attualmente, il volume di acqua utilizzato viene stimato sulla base dei piani colturali presentati dagli agricoltori all’inizio della stagione, utilizzando coefficienti medi di consumo per gruppo di coltura.
  • Modalità di calcolo (a regime con contatori): Quando il sistema sarà dotato di contatori, il contributo sarà calcolato sui volumi effettivamente misurati.
  • Scaglioni di prezzo: Per incentivare un uso sostenibile, il prezzo dell’acqua è strutturato in scaglioni di intensità d’uso (m3 / ha). Superate certe soglie, il prezzo unitario dell’acqua aumenta progressivamente (logica di progressività).

3- Altre componenti e variazioni

  • Quota fissa per il contatore: In futuro, verrà aggiunta una quota fissa (Ccont) per ogni punto di consegna, per coprire i costi di attivazione, lettura e manutenzione dei misuratori.
  • Utenze non agricole: I soggetti che utilizzano l’acqua per scopi non professionali (come gli orti hobbistici) o industriali non pagano i contributi agricoli sopra descritti, ma un canone di concessione specifico. Le entrate derivanti da questi canoni vengono detratte dalla spesa totale, riducendo l’onere a carico degli agricoltori.
  • Acconti: Il Consorzio può emettere ruoli di acconto durante la stagione irrigua per far fronte alle spese immediate, con conguaglio finale alla fine della stagione.

 

In sintesi, la formula finale del Contributo Consortile di Irrigazione (Cirr) per ogni ditta è la somma della quota generale (sulla base della superficie irrigabile) e della quota specifica (variabile in base all’uso dell’acqua):

Cirr = Cgen + Cadd

La determinazione specifica del contributo è desumibile dalla consultazione del Piano di Classifica irriguo – Distretto Pianura Grossetana ed i relativi allegati, consultabile al link: https://cb6toscanasud.it/il-contributo-di-bonifica/piano-di-classifica-degli-immobili/

I contributi di bonifica (codice tributo 630) e i contributi di irrigazione (codice tributo 648) gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo, in quanto “contributi ai consorzi obbligatori per legge” espressamente indicati all’articolo 10 comma 1) lettera a) del Testo Unico delle imposte sui redditi (Tuir) Decreto Presidente della Repubblica 917/1986, sono interamente deducibili dal reddito lordo da denunciare ai fini Irpef.

Questo vuol dire che i contributi consortili versati, relativi agli immobili i cui redditi concorrono a formare il reddito complessivo lordo del denunciante, vanno a diminuire il reddito imponibile sul quale viene calcolata l’imposta sui redditi.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 44/E del 4 luglio 2013, sono deducibili dal reddito lordo anche i contributi di bonifica versati relativi agli immobili soggetti a IMU, non affittati e non locati, e per questo non soggetti a Irpef. Non sono invece deducibili i contributi di bonifica relativi ai fabbricati locati per i quali si sia optato per il regime della cedolare secca di cui all’articolo 3 del decreto legislativo numero 23/2011, trattandosi, come ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, di un regime di tassazione meramente opzionale che consente al contribuente di valutare la convenienza dello stesso rispetto al regime ordinario in cui è prevista la fruizione della deducibilità dei contributi obbligatori versati.

Al fine di poter usufruire della deducibilità del contributo, ricorrendone le condizioni, è necessario conservare per intero l’avviso di pagamento o la cartella di pagamento e la quietanza relativa al versamento effettuato. La sola quietanza non è sufficiente per documentare il diritto alla deduzione. La natura del contributo versato e i dati catastali degli immobili cui esso si riferisce sono infatti indicati solo sull’avviso o sulla cartella e non sulla ricevuta di versamento.

Si ricorda che la deduzione dei contributi consortili si esercita in relazione all’anno solare in cui è avvenuto il relativo versamento, indipendentemente dall’anno di competenza del contributo versato. Per la dichiarazione i consorziati potranno portare in deduzione, dal reddito complessivo dell’anno di riferimento   da denunciare ai fini Irpef, il contributo consortile effettivamente versato nel corso dell’anno solare.

In caso di dubbi consigliamo di rivolgersi ad un centro di assistenza fiscale o commercialista o alla più vicina Agenzia delle Entrate. In caso di smarrimento della ricevuta di pagamento, è possibile richiedere la certificazione agli Uffici del Consorzio di Bonifica.

E’ possibile consultare il Piano di Classifica irriguo – Distretto Pianura Grossetana, ed i relativi allegati collendosi al sito https://cb6toscanasud.it/piano-di-classifica-irriguo-distretto-pianura-grossetana/

Il Piano è stato adottato con Deliberazione n.2 dell’Assemblea Consortile nella seduta n.1 del 28 luglio 2022 ed approvato con Deliberazione Giunta Regionale 26 febbraio 2024, n.185 Pubblicata sul BURT 6 marzo 2024 parte seconda n.10.