Anche il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ha partecipato alla tavola rotonda “Acqua e agricoltura in provincia di Grosseto – Risorsa strategica per lo sviluppo agricolo del territorio”, ospitata dal Polo Universitario Grossetano. Il convegno ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso di confronto sul rapporto fra risorsa idrica e produzione agricola in Maremma. Promossa dalla Fondazione Polo Universitario Grossetano e dall’Associazione Rotariana “Carlo Berliri Zoppi”, l’iniziativa si inserisce nel Progetto Acque e ha riunito amministratori, tecnici, ricercatori con l’obiettivo di delineare strategie condivise per una gestione sostenibile dell’acqua, sempre più scarsa e contesa.​

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras, del vicesindaco e assessore all’Università Luca Agresti e dei rappresentanti  del Polo universitario, la discussione è stata coordinata da Paolo Mannini dell’Accademia dei Georgofili. Nel corso della mattinata si sono alternati gli interventi di Bernardo Gozzini e Luca Angeli del Consorzio Lamma–CNR IBE, dedicato agli aspetti climatici e al monitoraggio dei consumi irrigui, di Stefano Menichetti, Lorenzo Messina e Andrea Valentini di Arpat sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee, e di Angela Stefanelli della Regione Toscana–Genio Civile Toscana Sud sui nuovi dati relativi a bilanci idrici e criticità dei corpi idrici.​

Ampio spazio è stato riservato anche alle esperienze di gestione e manutenzione degli impianti irrigui collettivi e alle opportunità del riuso delle acque reflue depurate, temi affrontati rispettivamente da Valentina Chiarello del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud e da Stefano Creatini di Acquedotto del Fiora. A completare il quadro, gli interventi di Giampiero Cai dell’Università di Siena sull’adattamento genetico delle colture allo stress idrico, di Stefania Nuvoli dell’Accademia dei Georgofili sulle conoscenze e criticità dell’irrigazione in Toscana e di Roberto Scalacci, direttore Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione, sulle politiche regionali a sostegno del settore irriguo.​

Nel suo contributo, Valentina Chiarello, responsabile area studi e progettazione di Cb6, ha ricordato come in Toscana i Consorzi di bonifica siano gli unici gestori e manutentori degli impianti irrigui collettivi, incaricati di progettare, realizzare e gestire le opere che rendono possibile un uso razionale dell’acqua in agricoltura. Cb6, in particolare, gestisce il moderno distretto irriguo “La Steccaia”, alimentato dal fiume Ombrone e articolato in una rete di adduzione e distribuzione che serve numerose aziende agricole maremmane, garantendo nel tempo importanti benefici economici ma oggi chiamato a misurarsi con fenomeni siccitosi sempre più frequenti e con il crescente stress idrico delle colture.​

Chiarello ha illustrato la strategia del Consorzio per un’agricoltura efficiente in un contesto di cambiamento climatico: creare comprensori irrigui ad uso collettivo, dotati di sistemi di monitoraggio e telecontrollo dei consumi che consentano di ottimizzare i turni di irrigazione, ridurre gli sprechi e sperimentare pratiche di adattamento alla siccità. In questa logica rientrano i nuovi comprensori consortili in fase di realizzazione a Cernaia e Alberese, grazie anche ai finanziamenti dal Ministero delle Infrastrutture, e gli interventi di completamento e ammodernamento della Steccaia sostenuti da fondi del Ministero dell’Agricoltura, che prevedono l’installazione di misuratori telecontrollati e il potenziamento della rete per diminuire le perdite.​

Parallelamente, il Consorzio porta avanti, in sinergia con enti di ricerca, istituzioni e mondo agricolo, iniziative di promozione del risparmio idrico e dell’agricoltura digitale: dalla partecipazione a progetti europei all’analisi di nuove strategie irrigue, dall’introduzione di buone pratiche di monitoraggio delle colture alla valorizzazione dei servizi ecosistemici garantiti da un uso attento dell’acqua.​

In chiusura, Chiarello ha sottolineato come, in un territorio costiero esposto al rischio d’intrusione salina, sia ormai imprescindibile sperimentare fonti idriche alternative in una prospettiva di economia circolare, con particolare riferimento al riuso in agricoltura di acque reflue depurate per le colture più idro-esigenti. Una visione che si intreccia con le riflessioni degli altri relatori e che fa della gestione integrata, innovativa e condivisa dell’acqua la condizione per garantire un futuro sostenibile all’agricoltura della provincia di Grosseto.