Il progetto di recupero della Diaccia Botrona, con a capo il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, ha suscitato l’interesse di Anbi nazionale.
“Questa importante area naturalistica è un ulteriore esempio della minaccia rappresentata dall’ingressione del cuneo salino, conseguenza dell’innalzamento del livello dei mari: nel mondo ci sono 87 milioni di ettari a rischio, di cui 8 nell’area mediterranea e quindi lungo le coste italiane che, in molta parte, sono sotto il livello marino ed esistono solo per la costante azione di pompaggio delle centinaia di centrali idrovore, gestite dai Consorzi di bonifica” evidenzia Francesco Vincenzi, presidente dell’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi).
“Ancora una volta, la soluzione proposta da un Consorzio di bonifica combina interventi idraulici e salvaguardia ambientale, utilizzando anche tecniche naturali come la fitodepurazione e nuove risorse come le acque depurate – aggiunge Massimo Gargano, direttore generale di Anbi – Questo è conseguenza della nuova cultura, che permea il nostro mondo e che, proprio in Toscana, ha evidente espressione nella cosiddetta manutenzione gentile”.
FONTE: UFFICIO STAMPA ANBI NAZIONALE
