La sfida del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud al cambiamento climatico passa dagli invasi. Piccoli laghi artificiali pensati e costruiti per accumulare acqua, hanno una duplice funzione: alleggerire i corsi d’acqua nei periodi di precipitazioni intense, prevenendo le criticità alluvionali, e mettere a disposizione risorse idriche dell’agricoltura quando invece incombe la siccità. Sono iniziati a fine agosto i lavori per realizzare un invaso all’interno del canale diversivo in località Cernaia, nel comune di Grosseto: a eseguire l’intervento l’associazione temporanea di impresa Del Debbio spa-Massai. “Con questo invaso – riflette Fabio Bellacchi, presidente di Cb6 – va finalmente a compiersi un progetto che avevo nel cassetto sin dall’inizio della mia esperienza al consorzio di bonifica. Possiamo tranquillamente dire che è un sogno che si realizza dopo 25 anni”.

Presidente, perché è tanto importante questo intervento?

“Perché come tutti i progetti che abbiamo inserito nel nostro piano di grande opere ci permette di intervenire in due ambiti: da una parte garantiamo maggiore sicurezza idraulica al territorio, dall’altra offriamo uno strumento prezioso alle aziende agricole nei sempre più frequenti periodi di siccità, che purtroppo anche in Maremma stanno diventato un grave problema”.

Partiamo dal rischio idraulico.

“Con un impianto di pompaggio dedicato saranno accumulati circa 512mila metri cubi d’acqua dal sistema di acque basse dal bacino dell’impianto idrovoro di Cernaia nel canale diversivo, grazie al ripristino dell’argine esistente e alla realizzazione delle nuove arginature di chiusura dell’invaso. L’installazione di due nuove pompe nella vasca permetterà di supportare l’idrovora principale nei periodi di pioggia. Così facendo l’acqua sarà smaltita in maggiore quantità e non più scaricata a valle, ma nel lago, con evidenti effetti di mitigazione del rischio idraulico per tutta l’area”.

Un’area importante.

“Qui arrivano le acque di scolo dei terreni agricoli di un’ampia zona agricola che quando le precipitazioni sono abbondanti finiscono nel canale Molla. Le sempre più frequenti precipitazioni estreme hanno fatto aumentare in maniera considerevole l’acqua che giunge all’idrovora, affaticando il canale. Con le nuove pompe e l’invaso riteniamo di dare una risposta definitiva a questa zona cruciale per l’equilibrio idraulico tra Grosseto e Castiglione della Pescaia”.

Passiamo all’uso irriguo.

“Accumulare acqua significa anche contrastare il cuneo salino che qui è ancora presente, favorendo l’irrigazione collettiva. Supportando in maniera importante le aziende agricole presenti in una zona di circa 546 ettari. La siccità rende sempre più frequente il ricorso all’irrigazione di soccorso con prelievi di acque sotterranee e il futuro, anche del nostro territorio, non può che passare da un progetto come questo”.

C’è anche una finalità in qualche modo storica e sociale: viene recuperato un canale abbandonato come il diversivo.

“Questa opera è stata preziosissima per la bonifica di una zona che un tempo era sommersa dal lago Prile: qui tutto era acqua, fatta eccezione per il Casotto dei Pescatori che non a caso porta questo nome. Poi queste terre sono state strappate alle acque grazie alla colmata del fiume Ombrone e il diversivo è stato dismesso: oggi lo rinnoviamo attraverso lavori importanti, permettendogli di tornare a essere uno strumento chiave per la Maremma”.

Come procedono i lavori?

“Direi molto bene. La ditta sta lavorando già da settimane: ci aspettiamo che l’intervento possa essere concluso in un anno. Questo auspicando che i problemi legati al meteo o all’approvvigionamento dei materiali non creino rallentamenti, parliamo di due criticità con le quali purtroppo siamo ormai abituati a convivere”.

Quanto è stato investito?

“L’intervento prevede una spesa di 7,7 milioni, è stato ideato e progettato dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ottenendo il finanziamento dell’intero importo dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Le risorse di Cb6, che derivano dal contributo di bonifica pagato da aziende e cittadini, vengono infatti interamente investite nella manutenzione ordinaria, i lavori che seguendo il piano delle attività della bonifica vengono costantemente portati avanti nel reticolo in gestione. I progetti vengono valutati, approvati e finanziati dagli enti preposti, in genere i ministeri di competenza e la Regione Toscana”.

Il piano di opere di Cb6 comunque va avanti.

“Solo in questi mesi sono nella fase d’appalto dieci opere idrauliche per oltre 22,5 milioni. Fanno parte dell’imponente piano da 44 milioni di contrasto ai cambiamenti climatici, tra mitigazione del rischio idraulico e supporto all’agricoltura, messo in atto da Cb6, che ha ricevuto pieno sostegno dagli enti competenti all’approvazione e al finanziamento”.

Il 2024 sarà l’ultimo anno di lavoro per l’attuale governance del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud. Quali obiettivi si pone?

“Continuare a essere presenti in maniera capillare sul territorio con le manutenzioni ordinarie: tenere i corsi d’acqua in ordine è fondamentale quantomeno per limitare i rischi sempre maggiori legati al cambiamento climatico, perché senza il nostro lavoro recenti manifestazioni climatiche estreme avrebbero avuto conseguenze peggiori. Poi riuscire a veder decollare tre progetti davvero imponenti, ma che potrebbero cambiare volto alla Maremma e alla provincia di Siena. Parlo degli invasi sui torrenti Lanzo e Gretano e alla diga di San Piero in Campo, un’opera dimenticata per troppi anni e che adesso, finalmente, è tornata di interesse pubblico”.