In occasione della quinta edizione del Forum Acqua di Legambiente ad Arezzo, il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ha tracciato la rotta per un’agricoltura resiliente, portando sul tavolo nazionale la rivoluzione tecnologica delle dighe mobili di Alberese ed i risultati del progetto DATI.

Roberto Tasselli, direttore dell’area irrigazione e contratti di Cb6, rha illustrato il progetto DATI (Digital Agriculture Technologies for Irrigation efficiency – Tecnologie per la riduzione del consumo idrico nel settore agricolo) finanziato con fondi europei e realizzati in collaborazione con CNR – IBE e Terre di Toscana. Il progetto mirava a progettare e sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per l’agricoltura digitale a basso costo, accessibili, flessibili e adattabili. La sperimentazione ha interessato in particolare il pomodoro da industria. I risultati hanno evidenziato che, utilizzando l’acqua in modo attento e con una tecnologia di precisione, è possibile mantenere una produzione di circa del 10% inferiore rispetto alla media ma col 50% di acqua in meno.

Per quanto riguarda invece le dighe mobili di Alberese, un modello di gestione che trasforma i canali di bonifica in un sistema di accumulo diffuso, è stato spiegato come tale sistema possa, garantendo una riserva vitale contro la siccità, consentire le attività agricole irrigue ed al contempo rappresentare uno strumento valido per la lotta all’intrusione salina nel rispetto dell’ambiente.

Intervenendo insieme al presidente di Anbi Toscana, Paolo Masetti, Tasselli ha illustrato il progetto strategico che punta a sostenere l’economia agricola maremmana attraverso un impianto di irrigazione collettiva all’interno del Parco della Maremma. L’infrastruttura si basa su dighe in gomma flessibile capaci di generare piccoli invasi artificiali senza alterare l’equilibrio idraulico del fiume Ombrone. Questo sistema servirà un comprensorio di oltre 1.100 ettari, offrendo stabilità a 98 aziende agricole che oggi subiscono la precarietà delle stagioni siccitose.