Anche il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ha partecipato all’evento “Ecosistemi in Dialogo: dalla citizen science alle politiche territoriali”, organizzato nell’ambito del progetto CS4Rivers e promosso dall’Università di Siena e dal National Biodiversity Future Center. L’evento al polo Mattioli dell’Università di Siena ha riunito ricercatori, istituzioni, associazioni ambientaliste, enti locali e citizen scientist per discutere sul ruolo della scienza dei cittadini nella gestione sostenibile del territorio.​

Durante la giornata sono stati presentati i principali risultati del progetto CS4Rivers, che mira a costituire un Osservatorio della biodiversità fluviale del bacino dell’Ombrone coinvolgendo attivamente la comunità locale. Il progetto ha visto la partecipazione di oltre cento stakeholder e di numerosi citizen scientist, impegnati nella raccolta di dati sulla qualità dell’acqua, sui macroinvertebrati e sulla vegetazione riparia.

A raccontare l’esperienza di Cb6 è stato Andrea Saladini, tecnico dell’area progettazione, che ha ricordato l’impegno dell’ente non soltanto nella mitigazione del rischio idraulico, ma anche in un approccio sempre più rispettoso dell’ambiente e delle peculiarità del territorio. “Penso in particolare alla manutenzione gentile – ha ricordato Saladini – che ormai da anni portiamo avanti grazie agli studi delle Università toscane. Abbiamo intrapreso un percorso di ascolto e di collaborazione con le realtà del territorio”. Tra queste anche Terramare e Uisp, rappresentate da Maurizio Zaccherotti, che hanno portato avanti una campagna di monitoraggio sulle acque del fiume Ombrone, parte di un percorso che ha riguardato numerosi corsi d’acqua delle province di Grosseto e Siena.

Si è discusso dell’importanza della citizen science come strumento per la governance e la pianificazione territoriale, con l’obiettivo di delineare prospettive future sostenibili.​ Il workshop ha ribadito che la collaborazione tra cittadini, ricercatori e istituzioni migliora la qualità e la quantità dei dati ambientali raccolti, rafforzando il legame tra comunità e territorio. La partecipazione attiva diventa così motore di nuove politiche per la tutela degli ecosistemi fluviali, favorendo una pianificazione organica e sostenibile del territorio.