coloso boomerang” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
Per tutto il mese di giugno l’Italia è stata stretta nella morsa del caldo africano e le temperature in alcune zone hanno già toccato i 40°. Nei prossimi giorni si prevede che le zone più calde siano quelle interne della Sardegna Occidentale, la Pianura Padana e la fascia tirrenica; il record dovrebbe toccarsi sui colli attorno a Roma, città dove negli anni a venire ci si aspetta un aumento di ondate di calore estive fino al 186% (fonte: CMCC). Nel fine settimana andrà un po’ meglio al Sud, dove in linea di massima le temperature dovrebbero essere più sopportabili.
Il report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche registra, questa settimana, perlopiù una decrescita generalizzata dei livelli idrometrici dei corpi idrici lungo la Penisola per via della stabilità atmosferica e delle alte temperature: al Sud la situazione è sempre più difficile, mentre al Centro preoccupano i livelli idrometrici dei laghi.
Al Nord i grandi bacini naturali mantengono percentuali di riempimento, che vanno dal 71,8% del lago di Como al 95,4% del Maggiore.
Le portate del fiume Po hanno subìto una drastica riduzione: a Pontelagoscuro il flusso si è ridotto di circa il 25% in 7 giorni.
In Valle d’Aosta calano i livelli idrometrici di Dora Baltea e torrente Lys.
Anche in Piemonte si riducono le portate fluviali di Stura di Demonte, Stura di Lanzo e Toce; in crescita, invece, quelle del Tanaro.
In Liguria calano i livelli nei bacini di Levante; stabile quello dell’Argentina, a Ponente.
Nel Veneto le portate dei fiumi scendono sotto le medie storiche mensili: attualmente l’Adige registra un deficit del 45,6%, mentre quello del Brenta si aggira attorno al 50%.
In Emilia-Romagna tornano ad essere deficitari i flussi nei fiumi beneficiari, la scorsa settimana, di forti apporti pluviali: caso emblematico è quello della Secchia scesa dai mc/s 50,25 di una settimana fa ad una portata inferiore al metro cubo al secondo.
In Toscana calano i livelli dei fiumi Arno e Serchio, mentre Sieve ed Ombrone registrano una sostanziale invarianza.
Nelle Marche sono stabili le portate dei fiumi e ricca è ancora la dotazione d’acqua stoccata negli invasi (mln. mc. 53,2).
In Umbria il livello del lago Trasimeno si è ridotto di 5 centimetri in 7 giorni!
Nel Lazio l’abbassamento del livello del lago Sabatino è stato di 3 centimetri; continuano a decrescere anche i livelli nei due bacini vulcanici dei Castelli Romani: Nemi (-cm.3) ed Albano, che da Settembre 2023 è sceso di ben 63 centimetri! Cresce invece la portata del fiume Tevere, che però rimane ampiamente sotto media, seppur superiore allo scorso anno; sono stabili i flussi di Aniene e Velino (fonte: AUBAC).
In Abruzzo, il caldo non fa eccezione e, in un mese, la diga di Penne ha erogato, al netto dell’evapotraspirazione, un volume idrico pari a mln. mc.1,46.
Si aggrava la condizione idrica della Basilicata, dove i volumi contenuti negli invasi si riducono al ritmo di 1 milione di metri cubi al giorno ed ora rimangono mln. mc. 252,94!
In Puglia, infine, continua pressante l’attenzione per risparmiare la poca acqua contenuta negli invasi della Capitanata: i volumi trattenuti dalle dighe sono oramai inferiori ai 100 milioni di metri cubi (lo scorso anno, già molto difficile, erano disponibili quasi 50 milioni in più…).
FONTE: UFFICIO STAMPA ANBI NAZIONALE
