Anche in questa edizione il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud è partner della Fiera del Madonnino, in programma dal 25 al 27 aprile nel centro espositivo di Braccagni.
“Siamo felici di essere al fianco di Grosseto Fiere anche in questa edizione del Madonnino, evento che fa parte della storia del nostro territorio”. Federico Vanni è alla sua prima Fiera del Madonnino da quando è presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud: “Ma ovviamente conosco questa manifestazione da grossetano e da imprenditore agricolo del territorio. Un ente come Cb6 non può che sostenere la promozione della Maremma e della sua economia”.
“Le sfide che interessano il settore agricolo sono numerose – osserva Vanni – ma come presidente del Consorzio 6 Toscana Sud non posso che soffermarmi sulla questione irrigazione. Con i fenomeni alluvionali sono sempre più frequenti anche gli eventi siccitosi estremi e i consorzi, che sono anche enti di irrigazione, hanno il compito fondamentale di progettare e realizzare sempre più infrastrutture irrigue collettive. Perché non c’è un vero risparmio della risorsa idrica se a monte non vi è un sistema collettivo di gestione”. “Per questo – illustra il presidente di Cb6 – stiamo progettando cinque nuovi impianti di irrigazione collettiva e di precisione che abbiano le caratteristiche necessarie a supportare gli agricoltori: complessivamente parliamo di una superficie irrigua di 6.000 ettari su cui distribuire una risorsa annua di 5,5 milioni di metri cubi. Opere in grado di integrare l’attività del nostro impianto irriguo consortile che oggi distribuisce 5 milioni di metri cubi a circa 600 aziende distribuite su una superficie di circa 1.700 ettari”.
“Non ci favoriscono le politiche dell’Unione Europea – aggiunge il presidente di Cb6 – che non prevedono finanziamenti per la creazione di nuovi impianti e per estendere le attuali superficie irrigue. Ma questo non cambia il nostro approccio alla gestione della risorsa idrica, che tra tutti è il tema più importante: è in corso un intervento di efficientamento del nostro impianto irriguo consortile alla Steccaia, con nuovi sistemi di misura, regolazione e automazione, oltre a un nuovo centro di controllo consortile, così potremo ridurre al minimo le perdite d’acqua. Non è la soluzione del problema, lo sappiamo bene, ma è ciò che in questo momento possiamo fare”.
C’è poi l’altra questione, assai preoccupante, che riguarda gli invasi. I dati non sono incoraggianti: in Toscana oggi il volume massimo invasabile in opere pubbliche è di circa 240 milioni di metri cubi, di cui solo 160 sono disponibili. Solo il 15% circa di tali volumi è poi destinato all’irrigazione; appena il 9% è di questa acqua è gestito dai consorzi di bonifica. “La creazione e il recupero degli invasi – conclude Vanni – è una partita che deve vedere tutto il territorio unito. Abbiamo progettazioni in corso che prevedono un volume complessivo di 35 milioni di metri cubi, altri impianti saranno progettati. Ma parliamo di opere che hanno costi importanti: questa è una sfida che la Maremma e la Toscana possono vincere solo da squadra, con sinergia e collaborazione”.
