A sette anni, anziché un videogioco, come dono ha chiesto un escavatore Cat radiocomandato. Federico Vanni non riesce a nascondere un sorriso: “Poi sono arrivati anche una ruspa e il dumper, per uno scavo continuo nel giardino di casa”. Oggi di anni ne ha 38 e da pochi giorni è diventato il presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud.
Presidente, che quel regalo ricevuto da bambino sia stato in qualche modo un segno premonitore?
“Forse è un po’ esagerato pensarlo, ma sicuramente la passione verso l’agricoltura e i mezzi agricoli è una parte importante della mia vita. Pensi che ho una collezione di trattori esposti nel mio ufficio. E non le dico l’emozione di quando ho comprato il primo mezzo, lo ricordo ancora, un John Deere 5100N”.
La stessa emozione di quando, il 2 dicembre, l’assemblea del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud l’ha scelta come presidente?
“Quella è stata ancora più grande. Perché non si tratta solo di un traguardo personale che mi rende orgoglioso e felice, ma anche di una responsabilità importante. La responsabilità di rappresentare i 56 comuni del nostro comprensorio, di impegnarsi affinché questo territorio possa essere più sicuro”.
Lo sa che per gli ingegneri idraulici il rischio zero non esiste?
“Lo so e ho assoluto rispetto per le competenze. Ma noi dobbiamo lavorare per ridurre il più possibile il rischio che un territorio vada sott’acqua, sapendo di essere di fronte a una battaglia difficilissima, quella contro i cambiamenti climatici. In questo posso dire che il lavoro del Consorzio in questi anni è stato molto importante”.
Che ente ha trovato?
“Efficiente e operativo. Già in questi primi giorni mi hanno colpito l’organizzazione della struttura, con tutti i dipendenti consci del ruolo che occupano e che sanno perfettamente come comportarsi. Una struttura che è molto trasparente, nel rispetto dei cittadini e delle imprese, garantendo lavori costanti con operai che conoscono alla perfezione il territorio. E che ha grande disponibilità nei confronti degli utenti, con impiegati ben formati che sanno assistere per soddisfare le richieste. Questa disponibilità l’ho riscontrata anche nel modo in cui i dipendenti mi hanno accolto e facilitato il mio ingresso all’interno della struttura”.
Cosa cercherà di migliorare?
“In questo primo periodo cercherò di conoscere ancora di più tutte le particolarità di un ente così complesso e che unisce territori tanto variegati. Partendo proprio dalla struttura credo che vada completato il processo di innovazione già in atto. Abbiamo in mente di attivare un monitoraggio informatico territoriale, utilizzando strumenti avanzati come i droni, formando adeguatamente il personale. La tecnologia ha mosso passi da gigante, l’ho visto in prima persona nella mia azienda, la Fattoria San Felo: quando si è nei campi oggi non sembra nemmeno di stare sul trattore, tanto i mezzi sono diventati efficienti e confortevoli. Credo molto all’utilizzo della tecnologia, applicarla alla sicurezza idraulica e all’irrigazione in maniera mirata e consapevole, integrando il fattore umano che resta fondamentale, può rivelarsi vincente. Gli ingegneri hanno ragione, non possiamo annullare il rischio idraulico perché di fronte a certi eventi estremi l’uomo resta impotente, ma abbiamo il dovere di prepararci e farci trovare pronti con strumenti moderni e strategie efficaci”.
Vada avanti.
“Garantiremo continuità alla gestione e nella manutenzione del territorio, assicurandoci che ogni risorsa contribuisca concretamente al benessere della collettività. Vogliamo creare uffici e gruppi di lavoro ancora più dinamici e smart, questo permetterà anche di valorizzare i dipendenti, che rappresentano l’anima e il valore aggiunto di questo ente: il Consorzio ha le loro facce e le loro braccia, non quella del presidente. Daremo più voce ai cittadini e al territorio ascoltando i problemi e le istanze: da imprenditore del mondo agricolo metterò al servizio la mia esperienza e le mie competenze di questo progetto importante al quale sto dedicando tutto il mio impegno e la mia attenzione. E ovviamente ci confronteremo in maniera costante e costruttiva con le istituzioni, a partire dalla Regione Toscana che è il nostro interlocutore più importante, e le associazioni di categoria, che auspichiamo possano essere partner strategici in questa nostra missione anche attraverso l’attivazione di tavoli di confronto”.
Si sente già di parlare di qualche progetto?
“Ho già visionato alcuni cantieri per le opere in corso e posso dire di essere rimasto colpito dal grande lavoro del nostro ufficio progettazione. So che ci sono progetti cruciali per il territorio, come gli invasi sul Lanzo e sul Gretano, che aspettano di essere finanziati. Ma ho fiducia nei nostri ingegneri e nei nostri tecnici, sono loro che devono dirci quali opere possono aiutare e come farle. Ho massimo rispetto per tutti i ruoli e le competenze: da presidente dedicherò il mio impegno al rapporto con gli enti che possano finanziare questi progetti, che sappiamo essere estremamente costosi e non possono essere realizzati con il contributo di bonifica che va invece investito nella manutenzione ordinaria”.
Ha assicurato che sarà il presidente di tutti.
“Ed è vero. Migliorare le collaborazioni con la comunità locale, promuovendo dialogo e sinergie con cittadini, associazioni e istituzioni è una delle mie priorità: il Consorzio è e deve essere sempre più un ente al servizio di tutti. So bene quanto la sicurezza idraulica e la gestione delle risorse idriche sia oggi più che mai un fattore strategico per lo sviluppo agricolo e ambientale della nostra comunità. Le funzioni che ci sono affidate non rappresentano quindi semplici compiti operativi, ma una vera e propria missione, lo ribadisco, al servizio del territorio e dei suoi cittadini, ai quali garantirò impegno e trasparenza”.
LA SCHEDA
Grossetano, 38 anni, presidente di Grosseto Export, Federico Vanni è il titolare della Fattoria San Felo, fondata nel 2000 a Magliano in Toscana. “Inizialmente – racconta – doveva essere un piccolo investimento per mio padre, solo 5 ettari di terreno. Volevamo fare un oliveto, poi abbiamo deciso di impiantare un vigneto. Così nell’estate del 2001, appena 15enne, ho iniziato a impegnarmi procedendo con l’armatura dei vigneti. Naturalmente per me era un lavoro momentaneo, estivo, perché ancora studiavo. Eppure le mie giornate finivano sempre in azienda perché magari il pomeriggio precedente avevo iniziato a fare qualcosa che mi appassionava in modo particolare e il desiderio era di finire il prima possibile per vedere il risultato”.
Un imprenditore agricolo che ha bene in testa quei numeri studiati all’istituto commerciale. “Alla fine i numeri nel mio lavoro sono diventati fondamentali – racconta – budget di vendita, flash, forecast. Ho capito che puoi fare il vino più buono del mondo, ma che i risultati arrivano solo se hai controllo della gestione, obiettivi e stimoli costanti da trasmettere al tuo gruppo. San Felo negli anni è cresciuta, sono entrati soci come il gruppo Solmine e siamo arrivati a 53 ettari. Così il mio lavoro principale è diventata la vendita: in Italia ho un gruppo di venditori, mentre l’estero lo gestisco direttamente tramite gli importatori. In ufficio parlo più inglese che italiano”.
Accanto a lui, al momento della nomina a presidente di Cb6, c’era la moglie Martina. “A lei e ai miei figli Alessandro e Tommaso dedico ovviamente il mio tempo libero”. E’ un grande amante dello sport, di calcio in particolare, con un passato in campo da buon centrocampista (Rispescia, Saurorispescia, Alberese Uisp) e poi nel calcio a 5. Senza dimenticare gli amici: “Ho un gruppo fantastico, ho condiviso con loro la felicità di questa presidenza festeggiando davanti ad una bella bottiglia di vino”. Solo alla fine dell’intervista il sorriso del presidente lascia spazio alla tristezza: “Non può mancare un pensiero per il mio carissimo amico Leonardo di Marte, che il 2 giugno ci ha lasciati dopo un tragico incidente”.

