Interessante momento di confronto per il progetto AG-WaMED. Nella sala Alessandro Magno del Comune di San Quirico d’Orcia è stato partecipato e coinvolgente il terzo workshop partecipativo del Living Lab della Val d’Orcia. Il progetto AG-WaMED e gli studi che hanno come obiettivo la sicurezza del bacino del fiume Orcia, hanno ricevuto un finanziamento dal Programma Prima, un’iniziativa art. 185 sostenuta e finanziata nell’ambito di Horizon 2020, il programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione.

Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, in qualità di stakeholder, ha partecipato alla mattinata di studi. Il presidente Fabio Bellacchi ha ricordato l’impegno dell’ente per la sicurezza idraulica del territorio, ponendo l’attenzione sul progetto dell’invaso di San Piero in Campo. “Un’opera che resta un’incompiuta – ha ricordato il presidente Bellacchi – e che garantirebbe maggiore sicurezza alla provincia di Siena e a quella di Grosseto. Purtroppo, nonostante il nostro impegno non sia mai mancato, la situazione non si è ancora sbloccata e restiamo in attesa di risposte che potrebbero dare il via libera alla realizzazione di un’opera strategica”.

Quello degli invasi è stato un tema a lungo discusso dai presenti, amministratori, rappresentanti dell’associazionismo e agricoltori. L’ingegnere Valentina Chiarello, responsabile dell’area studi e progettazione di Cb6, ha ripercorso il lavoro fatto dall’ente, i progetti in corso e le prospettive future, anche alla luce del complesso percorso di iter autorizzativo che disciplina ogni opera. Per il Consorzio era presente anche l’ingegnere Marco Nicosia.

Al termine è stata proposta una bozza del piano di gestione integrata per il fiume Orcia emersa dopo gli studi effettuati dall’Università di Firenze in collaborazione con il politecnico di Milano e la Vrije University di Amsterdam: l’invito è a tutti i soggetti interessati di partecipare con osservazioni e proposte.

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